Come diventare investigatore privato?

Intorno alla figura dell’investigatore privato a lungo è girata molta letteratura, anche cinematografica. Soprattutto in America, dove la citata agenzia Pinkerton fu così innovativa da creare tecniche che poi sarebbero state riprese da prestigiose agenzia come l’F.B.I. La realtà però si alimenta di fatti nudi e decisamente concreti.

I requisiti per diventare investigatore privato

Per il decreto n. 269 dell’1 dicembre 2010 bisogna nell’ordine:

  • aver conseguito una laurea almeno triennale;
  • aver svolto, con un buon rendimento, un periodo di apprendistato di almeno tre anni, sotto la tutela di un investigatore privato autorizzato da almeno 5 anni. L’apprendistato deve avvenire attraverso un rapporto di lavoro dipendente e con esito positivo attestato dall’investigatore che si è fatto carico del tutoraggio;
  • aver seguito corsi di perfezionamento in materia di investigazioni private a indirizzo civile presso centri riconosciuti dal ministero dell’Interno o dalle Regioni;

In alternativa l’attività di investigatore privato può essere esercitata da ex personale delle forze di polizia che abbia i seguenti requisiti:

  • aver svolto attività di indagine per almeno 5 anni in reparti investigativi;
  • che l’attività svolta sia documentata;
  • aver lasciato il servizio senza demerito, da non meno di un anno e da non più di quattro;

Inoltre sempre in ottemperanza al decreto n. 269 dell’1 dicembre 2010, l’investigatore privato autorizzato ha l’obbligo di procurarsi un tesserino di riconoscimento munito di chip rilasciato dal Ministero dell’Interno e fabbricato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, senza il quale incorre nel reato di esercizio abusivo della professione. Se prima era sufficiente non essere analfabeti, avere la fedina penale pulita e aver maturato esperienza come appartenente alle forze dell’ordine o lavorando in un’agenzia investigativa, ora l’aspirante investigatore privato deve curare molto la propria formazione: deve infatti essere laureato, aver fatto un triennio di praticantato e aver frequentato corsi di aggiornamento ai sensi del D.M. 269/10.
Lo stesso Decreto ha stabilito una distinzione tra investigatore privato titolare di istituto, investigatore autorizzato dipendente, informatore commerciale titolare di istituto e informatore autorizzato dipendente, riconoscendo così di fatto la figura dell’investigatore dipendente, che prima giuridicamente era un profilo privo di riconoscimento e di autonomia.

Più nel dettaglio, per legge un investigatore privato dipendente deve essere in possesso di un diploma di scuola media superiore, aver svolto almeno tre anni di pratica continuativa e costante come collaboratore presso un investigatore privato titolare di istituto autorizzato in ambito civile da almeno cinque anni e aver partecipato a corsi di perfezionamento teorico e pratico nell’ambito delle investigazioni private a indirizzo civile organizzati da università o da centri di formazione professionale riconosciuti e accreditati presso il Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza oppure aver svolto attività di indagine nei reparti investigativi delle Forze di Polizia per almeno cinque anni e aver lasciato il servizio da almeno quattro anni, ovviamente senza demerito.

I limiti imposti per legge: cosa un investigatore privato non può fare

Gli investigatori privati non possono fare intercettazioni ambientali: l’uso di cimici, microspie, telecamere, telefoni sotto controllo è per loro espressamente vietato dalla legge. Così come è vietato reperire informazioni sui conti correnti bancari o postali di altre persone, salvo che nei casi espressamente previsti dalla legge. Per far partire, inoltre, un’investigazione privata è necessario che ci sia un mandato in forma scritta da parte di un committente, che in nessun caso può restare anonimo. Non sono legittime nemmeno le indagini sui propri dipendenti, a meno che non si tratti di verificare la presenza di illeciti. Saremo in questo caso in un ambito penale e non civile.

 

Autore dell'articolo: admin

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *